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Giro d’Italia 2018: un punto della situazione.

News sportive - 21 maggio 2018

Superate le prime due settimane, e in attesa di un’ultima parte di corsa che si preannuncia estremamente combattuta ed entusiasmante, del 101° Giro d’Italia è tempo di fare un breve riepilogo di tutto ciò che ci ha regalato fin qui la corsa a tappe più amata e seguita d’Italia.

Per la prima volta nella sua storia, il Giro ospita la sede di partenza al di fuori dei confini extraeuropei: Israele, con il suo torrido clima, mette subito a dura prova la resistenza dei 175 corridori partenti.

Fortunatamente i ciclisti possono contare sul prezioso supporto di Acqua Sangemini, l’acqua ufficiale del giro: con il suo mix unico di sali minerali ha contribuito a innalzare il livello di resistenza alla fatica degli atleti, fornendo loro calcio altamente assimilabile e bicarbonati essenziali alla loro reidratazione.

Dopo la cronometro individuale d’apertura, svoltasi a Gerusalemme, vinta dal campione uscente Tom Dumoulin (che veste la prima maglia rosa del Giro 101), il Giro si tinge subito di tricolore: è infatti Elia Viviani a siglare una splendida doppietta in terra santa. Nel mentre l’australiano Rohan Dennis, grazie agli abbuoni conquistati ai traguardi volanti di tappa, è la nuova maglia rosa.

La carovana fa in seguito il suo ritorno in Italia: si riparte da Catania.

Tre giorni di fatiche tra gli splendidi paesaggi della Sicilia, con finale sulle dure pendenze del vulcano Etna, attendono gli atleti dopo il primo giorno di riposo.

Le tappe, con i loro percorsi mossi, sono il palcoscenico ideale per mettere in risalto le doti di alcuni dei corridori più in forma del lotto.

È il belga Tim Wellens, corridore dalla caratteristiche perfette per il traguardo di Caltagirone, a ottenere la prima vittoria su territorio italiano.

Il giorno seguente un altro traguardo insidioso attende i corridori: questa volta è l’italiano Enrico Battaglin, già tra i migliori il giorno precedente, a vincere a Santa Ninfa.

Sul primo arrivo in quota sono i contendenti per la classifica finale a regalare emozioni: vince il colombiano Esteban Chaves e la maglia rosa passa sulle spalle di Simon Yates, compagno di squadra del vincitore e secondo di tappa.

Sul traguardo di Praia mare tornano di scena le ruote veloci: è l’irlandese Sam Bennet a vincere la sua prima tappa in carriera al Giro battendo il favorito Elia Viviani.

Una vittoria storica è invece quella ottenuta dal giovane Richard Carapaz sul traguardo di Montevergine Mercogliano: con una grande azione nel finale, il corridore dell’Ecuador ottiene la prima vittoria in una grande corsa per la sua nazione. Ancora sugli scudi la maglia rosa Yates.

La nona tappa presenta il primo arrivo oltre i 2000 m di altitudine: è Simon Yates a vincere nettamente in cima alla salita di Campo imperatore, candidandosi così a serio pretendente per la vittoria finale. Perdono oltre un minuto Chris Froome e Fabio Aru, due dei favoriti alla vigilia.

Il giorno seguente si corre la tappa più lunga di questo giro: i 244 km che dividono Penne dal traguardo di Gualdo Tadino sembrano sorridere ai fuggitivi di giornata. È infatti il classe 1994 Matej Mohoric, dopo una lunga fuga, a far sua una tappa caratterizzata da forti pioggie. Da segnalare la crisi del secondo in classifica Esteban Chaves che taglierà il traguardo con oltre 25 minuti di ritardo dal vincitore di tappa.

L’undicesima tappa, da Assisi a Osimo, rende omaggio all’indimenticato Michele Scarponi: poco prima del traguardo, i corridori sono costretti ad affrontare le durissime pendenze del muro di Filottrano, città natale del ciclista scomparso. A far la voce grossa è ancora la maglia rosa Adam Yates, alla sua seconda vittoria in questo giro, davanti al campione uscente Tom Dumoulin. Perdono ancora terreno Chris Froome e Fabio Aru: i loro sogni di vittoria finale sembrano svanire.

La tappa Osimo Imola, con arrivo all’interno del mitico circuito automobilistico, non sembra presentare particolari difficoltà: il ritmo forsennato dei corridori e un vero e proprio nubifragio nel finale rendono però la tappa frenetica ed emozionante fino all’ultimo metro. A spuntarla è ancora una volta Sam Bennet che, con una volata poderosa, transita nettamente primo sul traguardo.

Il giorno seguente si arriva in cima a quella che da molti viene considerato il traguardo più prestigioso di questo Giro d’Italia: le terribili pendenze del monte Zoncolan attendono i grandi favoriti per la classifica finale.

Ed è una giornata storica per Chris Froome: il vincitore di 4 Tour de France sembra rinascere sulle pendenze al 20% del “mostro”, andando a tagliare il traguardo a braccia alzate con 6 secondi di vantaggio su un mai domo Simon Yates. Crolla invece definitivamente Fabio Aru. Limita egregiamente i danni Tom Dumoulin, giunto a circa 40 secondi dal vincitore di tappa. Con questa vittoria Froome diventa uno dei pochi ciclisti nella storia capaci di vincere almeno una tappa in tutti e tre i grandi giri.

La seconda settimana si conclude con la Tolmezzo Sappada, durissima tappa dolomitica con 4000 metri di dislivello: gli scalatori sono ancora chiamati in causa.

E dopo la prestazione convincente del giorno precedente, Simon Yates centra il terzo successo in un Giro fin qui fantastico: con un attacco deciso a 18 km dall’arrivo, il britannico se ne va tutto solo, tagliando il traguardo con oltre mezzo minuto di vantaggio sui suoi più immediati inseguitori in classifica. Pagano le fatiche del giorno precedente Chris Froome, giunto con oltre 1 minuto e 30 secondi di ritardo, e Fabio Aru, naufragato con oltre 19 minuti di ritardo e al limite del ritiro dalla corsa rosa.

Si riparte martedì con una delle tappe chiave di questo giro: i 34 km a cronometro da Trento a Rovereto possono ribaltare la classifica generale.

Simon Yates dovrà difendere un vantaggio di 2 minuti e 11 secondi da Tom Dumoulin, secondo in classifica e favoritissimo per la vittoria di tappa.

Una terza settimana che si preannuncia decisiva con le sue tappe alpine: queste metteranno a dura prova la resistenza di tutti i pretendenti per la vittoria finale prima della passerella finale sulle strade di Roma.

Noi di Sangemini, l’acqua ufficiale del giro, saremo sempre pronti a supportarli, offrendo loro tutti i minerali indispensabili per affrontare al meglio quest’ultima, e durissima, parte di Giro.